Informazioni personali
- Maria Grazia
- Curiosa e appassionata esploratrice di gusti, visioni e pensieri.
Choco moment
Certo il caldo facilita viaggi, incontri e scambi vari, ma alzi la mano chi non adora ronfare calorosamente avvolto da un pesantissimo piumone, sbellicarsi dal ridere, bere e cantare stando davanti al fuoco (mi sa tanto che si nota il mio passato Scout…). E soprattutto, quanti di voi hanno il coraggio di rinunciare a tanti dolci per scaldarsi e alla regina dell’inverno: sua maestà la cioccolata calda?
Io no di certo infatti, oltre al classico Ciobar –originale e pseudo che sia- ho deciso di avere un appuntamento fisso con la dolce bevanda, una volta a settimana, sempre in un posto diverso, e di stilare una sorta di giocosa classifica del mio Choco moment.
Munitevi di plaid, borsa d’acqua calda, tazza di cioccolata e lasciatevi trasportare dalla scioglievolezza che sta per schiudersi alla vostra vista. Degustate il tutto con gli occhi e poi, abbandonato il kit casalingo di sopravvivenza al freddo, andate di persona ad assaporare le bontà cioccolatose che sto per svelarvi.
Ritorno di stile
Sosta di fortuna con sorpresa
Non è tutt’oro quel che luccica
Con l’esperienza si migliora
Come per tutte le situazioni della vita, anche in questa missione gustosa vale il motto secondo il quale si migliora con l’esperienza. Usciti dalla gelateria, vi condurrò adesso in un altro posto ben più intimo.
Quella di Sabato 19 Dicembre è stata una serata davvero fredda, tanto da far presagire la neve, quindi abbiamo deciso di cenare a casa e poi, eventualmente, affrontare il vento gelido per curiosare un po’ in giro. In realtà il Fida da qualche giorno mi parla di un posto nuovo che a me piacerà un sacco, e “ti devo portare, una volta che restiamo fuori dopo il lavoro andiamo a cena lì, sì sì, il Fida ha pensato a tutto, una sera ti farò una sorpresa…” e roba così. Ovviamente la curiosità è donna (ma non l’ho già detto?!), e anche la sottile arte di fiaccare l’uomo che si ha accanto con richieste insistenti e diverse che solo apparentemente non centrano nulla tra loro ma che, una volta raggiunto l’obiettivo, si rivelano in tutti i loro legami. Il mio Fida ha imparato a sue spese che si cela sempre una fitta trama dietro le mie richieste, ma io non rinuncio al gusto di illudermi, ogni volta, che lui non capisca… ok, mi fermo, sto sfiorando una lezione sulla psicologia di coppia.
Insomma, alle 22:00 circa del suddetto Sabato sera la mia richiesta è stata:”Amò, ci prendiamo una cioccolata calda?” E la risposta non si è fatta attendere:”Certo ……..!” (nomignolo irripetibile.) Ed è stata l’occasione per mostrarmi, finalmente, il posto di cui mi stava parlando da giorni: Terra terra.
Ora, con un nome così ci si aspetterebbe un locale alla buona, che so, una trattoria di piatti tipici frequentata da gente verace del posto. Fortunatamente anche questa volta ho sottovalutato il gusto del Fida. Già, perché contrariamente a quel che il nome ispira, Terra terra è un locale molto intimo e accogliente. A differenza di quanto era successo alla gelateria Catullo, la nostra entrata in questo posto nuovo è stata più titubante.
Primo interrogativo: ma si può ordinare la cioccolata calda?
Secondo interrogativo: si può parlare a volume di voce normale?
Motivo del primo dubbio: sin dall’esterno sono visibili lavagnette e menu che elencano cibi tipici, primi piatti, contorni, vini, frullati, tutto ma non cioccolata. I pochi, essenziali e chiari mobili sono resi caldi da grandi lampade arancioni che, partendo dal soffitto, si allungano fin quasi a sfiorare le teste di chi è seduto. Ok, la mia non la toccherebbero mai, dovrebbero allungarsi troppo di più. La cosa che subito mi ha colpita sono stati i tavoli, solo cinque, ciascuno con le sue sedie verdi, marroni e grigie, oppure posti a sedere su di una lunga panca rivestita di tessuto verde. La cucina a vista infonde fiducia e genuinità dei cibi. Il Fida dice che per testare la cura dei dettagli di un posto è fondamentale vedere il bagno. Diciamo che sono d’accordo, ma ho rimandato il test ad un’altra volta perciò ora non saprei descrivervi il bathroom. Tornando all’argomento di questo paragrafo: il posto è delizioso, ma dà più l’idea di uno slow food per buongustai salutisti dove, però, sembra non esserci posto per la cioccolata calda.
Motivo del secondo dubbio: sebbene tutti parlino, sembrano farlo ad un volume tale che uno starnuto soffocato potrebbe indurre tutti a dire:”Salute!”. Fantastica rilassatezza.
Dopo esserci accomodati, naturalmente io di fronte il bancone bar con la visuale della porta alla mia sinistra, abbiamo chiesto al cameriere se si servisse la cioccolata calda. A quanto pare non solo noi, ma anche lui aveva dubbi a riguardo. Si è prontamente confrontato con il suo collega e ha detto sì. Meno male! La mia seconda domanda l’ha messo di nuovo in difficoltà: “Avete anche cioccolata fondente o solo al latte?”. Consueta puntatina dal collega e:”Abbiamo quella normale”. Va bene, sopporterò. Forse per rimediare alla mancanza di varietà cioccolatose, ha subito aggiunto:”Volete un dolce?” e al sì mio e del Fida il ragazzo che ci ha serviti è stato lieto di illustrarci le varietà di torte, muffins e biscotti fatti rigorosamente da loro, per niente un dettaglio quest’ultimo. Fatta la nostra scelta –pan di spagna agli agrumi- il ragazzo è stato contento della nostra risposta. Peccato che gli ho teso involontariamente un piccolo scherzo di cui si è poi vendicato: abbiamo detto di no all’acqua che voleva offrirci, abbiamo detto di sì alla stessa offerta del suo collega e, quando ha visto il decanter da 1,5 l d’acqua sul nostro tavolo, avvicinatosi con sorriso dispettoso ha detto:”Ah! Adesso avete cambiato idea sull’acqua!” e io, più birichina:”Sì, ora sì”. Ma non c’è stato alcun affronto.
Pochi minuti dopo la tenzone giocosa, il collega rivale ci ha portato cioccolata calda e pan di spagna agli agrumi. Per fortuna in sottofondo non c’erano le chiacchiere casalinghe ma una musica ambient molto gradevole che, alla vista di quell’accoppiata…vabbè, mettiamoci pure la caraffa e i sottobicchieri di legno colorato con i fiorellini, ha avvolto non solo le mie orecchie ma tutto il capo in un turbine di scioglievolezza che mi preparavo a gustare. Rispettoso inchino alla bontà.
Ottima la cioccolata, ottima l’idea (mia) di portare un pezzetto di dolce sulla tazza tenendolo con la forchetta e, con il cucchiaio nell’altra mano, far colare la cioccolata calda sul pan di spagna agli agrumi –da sottolineare l’accostamento vincente del dolce della cioccolata con il gusto leggermente agre della torta, ottimo il sottofondo musicale, ottimo il servizio: i ragazzi sono attenti ai clienti e, se possono, cercano di instaurare un dialogo, come è successo con noi.
Purtroppo però sono aperti la sera solo nel periodo natalizio, di norma lavorano a colazione e a pranzo e, purtroppo, non hanno una varietà di cioccolate calde.
Per questo, e solo per questo, il mio voto è 4.