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Curiosa e appassionata esploratrice di gusti, visioni e pensieri.

Choco moment

Anche quest’anno, come dalla notte dei tempi, l’inverno ha imposto la sua freddezza sempre più gelida e tagliente, avvolgendo tutto con oscurità e nebbia. Sapete che vi dico: che bello! A scanso di equivoci voglio subito precisare che, pur non essendo una tipa cupa e solitaria, l’inverno mi piace. Forse, come dice mia madre –meglio nota come ‘Mer Pasq- sarà perché sono nata a Gennaio e di conseguenza mi ritrovo nel mio elemento.

Certo il caldo facilita viaggi, incontri e scambi vari, ma alzi la mano chi non adora ronfare calorosamente avvolto da un pesantissimo piumone, sbellicarsi dal ridere, bere e cantare stando davanti al fuoco (mi sa tanto che si nota il mio passato Scout…). E soprattutto, quanti di voi hanno il coraggio di rinunciare a tanti dolci per scaldarsi e alla regina dell’inverno: sua maestà la cioccolata calda?
Io no di certo infatti, oltre al classico Ciobar –originale e pseudo che sia- ho deciso di avere un appuntamento fisso con la dolce bevanda, una volta a settimana, sempre in un posto diverso, e di stilare una sorta di giocosa classifica del mio Choco moment.

Munitevi di plaid, borsa d’acqua calda, tazza di cioccolata e lasciatevi trasportare dalla scioglievolezza che sta per schiudersi alla vostra vista. Degustate il tutto con gli occhi e poi, abbandonato il kit casalingo di sopravvivenza al freddo, andate di persona ad assaporare le bontà cioccolatose che sto per svelarvi.

Non è tutt’oro quel che luccica

Il primo mese del 2010 si è concluso con una giornata ricca e divertente. Dopo settimane di posticipo è finalmente arrivato il momento di far visita a Darwin. Da qualche mese il castello svevo di Bari ospita una mostra su Darwin in occasione del bicentenario dalla sua nascita. Tra lettere private, stralci di vita quotidiana della famiglia Darwin, insetti, invertebrati e primati, il pomeriggio è stato all’insegna della riconferma di quanto sia meravigliosa e ricca la natura.

Con lo stupore negli occhi e la soddisfazione di aver visto un’esposizione di notevole qualità, io e il Fida decidiamo di premiarci con una cioccolata calda. Consapevoli di essere dei primati sì, ma evoluti e dal palato raffinato, scegliamo un posto che ci faccia sentire parte di un’evoluzione anche di stile e gusto: il caffè letterario Dolc&amaro.

Superata una massiccia porta di legno attraverso la quale si riesce a scorgere una parte dell’interno, tanto quanto basta a convincerti che “è troppo raffinato per noi”, il mio sguardo è catturato da un pianoforte a coda che si staglia quasi nel mezzo della sala, una parete/libreria che invita a consultare i volumi che custodisce, poltrone imperiose attorno a tavoli lucidi e laccati, scaffali e credenze luccicanti che ammaliano con il loro tesoro di borse preziose e monili ricercati. Ovviamente dai prezzi proibitivi.
Con soggezione scegliamo il posto in cui le nostre umili membra oseranno sostare per circa una mezz’oretta. E finalmente, per la prima volta nella mia esperienza di bevitrice di cioccolata calda fuori casa, una gentil ragazza ci porge il menu. Contenta e sorridente mi precipito alla pagina dedicata alla caffetteria e, finalmente, un elenco variegato di cioccolate. Da quanto aspettavo questo momento! Tra le tante il Fida ha scelto la cioccolata all’aroma di vaniglia mentre io ho osato di più. Come per i libri, purtroppo o per fortuna, per qualsiasi cosa mi lascio guidare dalla copertina, dal titolo, insomma dall’aspetto, e anche in questo caso la mia scelta è stata influenzata dai nomi delle cioccolate. La mia preferenza è caduta sull’esotica cioccolata dell’impero celeste. L’audacia del mio osare per tutto il tempo dell’attesa ha convissuto con la paura di aver scelto una schifezza: cioccolata con thè al gelsomino sarà anche un’accoppiata inedita ma non necessariamente ha un sapore buono.

Tra inutili ripensamenti e sfottò del Fida, arriva la dolce bevanda. L’ottimo sottofondo musicale sembra assumere tonalità più persuasive e imperiose, come a confermare l’ottima scelta. Ma, sacrilegio dei sacrilegi: nessun biscottino accompagna la cioccolata. Pausa di riflessione, sguardo interrogativo e, c’è da ammetterlo, delusione. Il sapore inaspettatamente buono dell’impero celeste e la nota di vaniglia dell’altra bevanda calda non eclissano lo stupore per la mancanza del piattino con i pasticcini che finora ha sempre accompagnato le nostre soste cioccolatose.

Il posto elegante e ricercato, la presenza di un menu e di un’ampia scelta di cioccolate calde, la musica davvero appropriata al posto e di buon gusto non eclissano la delusione per la mancanza di un altrettanto dolce accompagnamento e anzi lo stupore è d’obbligo considerando che, ciascuna cioccolata calda l’abbiamo pagata ben 4.00 €, escluso il coperto di 1.00€, totale 10.00€ per due cioccolate calde. Decisamente troppo.
Peccato, avrebbe potuto ottenere il massimo ma il mio voto è 3.

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