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Curiosa e appassionata esploratrice di gusti, visioni e pensieri.

Choco moment

Anche quest’anno, come dalla notte dei tempi, l’inverno ha imposto la sua freddezza sempre più gelida e tagliente, avvolgendo tutto con oscurità e nebbia. Sapete che vi dico: che bello! A scanso di equivoci voglio subito precisare che, pur non essendo una tipa cupa e solitaria, l’inverno mi piace. Forse, come dice mia madre –meglio nota come ‘Mer Pasq- sarà perché sono nata a Gennaio e di conseguenza mi ritrovo nel mio elemento.

Certo il caldo facilita viaggi, incontri e scambi vari, ma alzi la mano chi non adora ronfare calorosamente avvolto da un pesantissimo piumone, sbellicarsi dal ridere, bere e cantare stando davanti al fuoco (mi sa tanto che si nota il mio passato Scout…). E soprattutto, quanti di voi hanno il coraggio di rinunciare a tanti dolci per scaldarsi e alla regina dell’inverno: sua maestà la cioccolata calda?
Io no di certo infatti, oltre al classico Ciobar –originale e pseudo che sia- ho deciso di avere un appuntamento fisso con la dolce bevanda, una volta a settimana, sempre in un posto diverso, e di stilare una sorta di giocosa classifica del mio Choco moment.

Munitevi di plaid, borsa d’acqua calda, tazza di cioccolata e lasciatevi trasportare dalla scioglievolezza che sta per schiudersi alla vostra vista. Degustate il tutto con gli occhi e poi, abbandonato il kit casalingo di sopravvivenza al freddo, andate di persona ad assaporare le bontà cioccolatose che sto per svelarvi.

Iniziazione

La prima cioccolata calda di questo inverno 2009 l’ho bevuta in ufficio quando, colti dall’abbioccho pomeridiano e messi in difficoltà anche dal freddo, io e i miei colleghi abbiamo deciso di scaldarci con una bevanda calda: la cioccolata. Mi limito a dire che quella del bar sotto l’ufficio era…bhe, almeno ci ha scaldati.

Non sapevo ancora che sarebbe stato l’inizio di una consuetudine da coltivare fuori dall’ambiente di lavoro. Il Sabato di quella settimana, giorno 12 Dicembre, io e il Fida abbiamo deciso (in realtà l’ho un po’ costretto) di bere una tazza di cioccolata calda nel primo posto ci fosse capitato a tiro. Toh, guarda là, c’è Catullo, andiamo!

La consuetudine con la gelateria Catullo ci ha permesso di individuare subito la zona tavolini, adocchiarne uno e impossessarcene prima che diventasse la preda di un altro avventore delle 19:00. Vittoria, il tavolino è nostro!

Non so voi, ma quando entro in un qualsiasi locale, un particolare per me importante per vivere bene la mia sosta è la scelta del posto. Devo sedermi di fronte alla porta d’entrata, o comunque sempre in una posizione tale da tenere sotto osservazione chi entra, chi esce e cosa succede. Impicciona? No, direi solo curiosità femminile! Questa digressione per dirvi che anche questa volta mi sono seduta di fronte l’entrata ma, tra me e la porta, c’era un grande frigorifero che esponeva con orgoglio torte e pasticcini e delizie così, invece di apprendere dettagli di moda dalla gente che trafficava nella gelateria, ho cominciato a chiedermi che gusto avessero quelle leccornie e quali occasioni avrei potuto sfruttare per assaggiarle. Mentre io mi perdevo in queste vitali riflessioni, il saggio Fida aveva ordinato: due cioccolate calde di cui una con la panna. La mia.

Il servizio è stato molto celere: dopo pochi minuti una ragazza con cappellino a visiera e grembiulino scuro si è presentata a noi sorridendo ed esponendo un vassoio con le due cioccolate e un piattino con quattro, inattesi, biscotti al cioccolato. E gioia fu!

Le due tazze erano così grosse e colme che, al confronto, quella del bar sotto l’ufficio pareva un misero dosatore del latte, quello che si usa per preparare le torte in casa. La panna strabordante dalla mia tazza mi rendeva fiera della scelta ed ero pronta ad avventarmi su quel candore quando, ahimè, ho cominciato a pentirmi. La cioccolata del Fida era nera, scura, intatta; la mia in più aveva la panna, ma così la cioccolata si era macchiata. Superato questo particolare che non avevo calcolato, comincio a gustare la bevanda. Mmhhhh! Buona buona buonissima! Acchiappo uno dei quattro inattesi biscotti al cioccolato e… sì, buono, ma troppo cioccolatoso. Ok, lascerò gli altri tre al Fida che ringrazia per la generosità.

Avrei voluto assaporare la cioccolata calda ascoltando bella musica, ma ho dovuto accontentarmi dei racconti di signore e famiglie che ci circondavano e avevano deciso di renderci in qualche modo partecipi delle loro situazioni quotidiane. Ma va bene uguale! Soddisfatti chiediamo il conto e andiamo via.

Il posto è ordinario, una normale gelateria, il servizio è stato buono, c’è stata la sorpresa dei biscotti e il prezzo davvero ottimo, €2,00.
Voto: 2.

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